Torna a Modena Coach di Quartiere | Cresce il progetto di sport gratuito e inclusione sociale
Seconda edizione: 43 volontari del Liceo Tassoni e tre scuole coinvolte
Dopo l’ottimo riscontro dello scorso anno, torna in città Coach di Quartiere, il progetto di attività motoria gratuita e inclusione sociale rivolto ai bambini delle scuole primarie. L’edizione 2026 segna un ampliamento significativo della rete modenese, confermando la volontà di rendere lo sport accessibile a tutti e di rafforzare i legami tra scuole, famiglie e comunità.
Saranno 43 i ragazzi volontari del Liceo scientifico Tassoni impegnati nel percorso di formazione scuola-lavoro che sostiene il progetto. Un numero in crescita rispetto allo scorso anno, a testimonianza dell’interesse dei giovani verso un’esperienza educativa che unisce responsabilità, relazione e impegno civico.
Accanto alle scuole Galileo Galilei e Giovanni XXIII, già protagoniste della prima edizione, entra nel progetto anche la scuola Gramsci, ampliando così il bacino di bambini che potranno partecipare alle attività gratuite nei parchi e negli spazi verdi dei quartieri.
Nato nel 2020 a Milano dall’agenzia educativa L’Orma, Coach di Quartiere promuove il gioco all’aria aperta come strumento di crescita, benessere e socialità. A Modena il progetto ha trovato terreno fertile, grazie alla collaborazione tra scuole, associazioni sportive e realtà educative del territorio. L’obiettivo è offrire ai bambini un’occasione di movimento sicura, gratuita e guidata, capace di abbattere barriere economiche e culturali.
«Coach di Quartiere rappresenta un esempio concreto di come la collaborazione tra scuole, associazioni e realtà educative possa generare valore per tutta la comunità», afferma Maria Giovanna Manni referente territoriale del progetto. «Offrire attività motorie gratuite nei quartieri significa promuovere benessere, inclusione e pari opportunità, soprattutto per quei bambini che rischiano di rimanere ai margini delle pratiche sportive. L’ampliamento del progetto nel 2026, con più volontari e una nuova scuola coinvolta, conferma che Modena crede in un modello educativo capace di unire movimento, socialità e cittadinanza attiva».

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